La nota del presidente Yari Lupattelli: “La pace non si costruisce con slogan urlati. Non basta indignarsi: è urgente che la politica ritorni al centro, che il dibattito pubblico riprenda terreno e che si ponga un freno a un’escalation che rischia di travolgere la convivenza democratica”. L’Italia Conta nasce per ridare voce a chi crede nei valori fondanti della nostra civiltà: libertà individuale, responsabilità personale, solidarietà sociale. Il nostro progetto politico si rivolge alle famiglie, al lavoro, alle imprese, alla scuola, alla sanità e alla giustizia, con l’obiettivo di costruire un’Italia più forte, giusta e prospera. Vogliamo un Paese che premi chi mette impegno e sacrificio nella propria vita e nel proprio lavoro. Crediamo in un’economia che sappia liberare le energie migliori del Paese. Ridurre tasse e burocrazia significa permettere alle imprese di crescere e di creare posti di lavoro. Allo stesso tempo, vogliamo un sistema che privilegi la creazione di posti di lavoro dignitosi, sicuri e ben retribuiti; che dia stabilità ai giovani e riconosca il valore di chi ha speso una vita nell’onorare la propria professione. Rifiutiamo la logica dell’assistenzialismo, che crea dipendenza e frena la crescita: lo Stato deve sostenere chi lavora e produce, non sostituirsi alla responsabilità individuale. Vogliamo politiche che incoraggino l’autonomia e il merito, non sussidi perpetui che soffocano l’iniziativa. Un’Italia forte non può rinunciare a scuola e sanità moderne ed efficienti. Insegnanti preparati, motivati, strutture scolastiche sicure, nuove tecnologie: sono investimenti sul futuro dei nostri figli. In sanità puntiamo sulla prevenzione, sulla ricerca e su una collaborazione intelligente tra pubblico e privato, affinché nessuno resti indietro per ragioni economiche o territoriali. Sostenere la natalità e la famiglia per dare futuro all’Italia: non solo incentivi, ma anche servizi, dalla cura dei bambini agli aiuti per gli anziani. La famiglia è il cuore della società e va tutelata e rafforzata con politiche stabili e durature. Non meno centrale è la giustizia: vogliamo tribunali rapidi, pene certe e il rispetto delle regole. Difendere la sicurezza dei cittadini significa difendere la loro libertà quotidiana, combattere mafie, terrorismo e criminalità diffusa con rigore e inflessibilità. Allo stesso tempo, intendiamo difendere i nostri confini e garantire un’immigrazione regolata, ordinata e fondata sull’integrazione, senza cedere all’illegalità o alla tratta di esseri umani. Siamo convinti che l’Italia debba tornare protagonista in Europa e nel Mediterraneo: con una voce autorevole, capace di orientare le scelte comuni su sicurezza, energia e crescita economica. Crediamo in una transizione ecologica equilibrata, che tuteli l’ambiente senza bloccare lo sviluppo, e nell’energia innovativa come strumento di sovranità nazionale. In ogni scelta, L’Italia Conta mette al centro la fiducia, il merito, la solidarietà: tre parole che per noi significano un progetto concreto e credibile. È tempo di rimettere al centro i cittadini e il loro orgoglio di appartenere a una Nazione che vuole crescere e contare davvero. Nelle ultime ore, anche Terni è stata teatro di proteste che, pur invocando solidarietà, rischiano di trasformarsi in palcoscenici per fomentare tensioni ideologiche. L’Italia Conta ribadisce che il diritto a manifestare è inviolabile, ma non può tradursi in ostilità verso Israele, l’Occidente e i nostri stessi cittadini. Queste iniziative spesso non portano alcun aiuto reale alle popolazioni colpite dal conflitto, ma arrecano solo disagi e divisioni. A queste proteste si è aggiunto un episodio ignobile: un fantoccio raffigurante il sindaco Bandecchi, appeso a testa in giù davanti al Comune, è stato scoperto e posto sotto sequestro dalla polizia. Un gesto che non può essere assolto come “provocazione simbolica”: è un atto che mostra quanto stia crescendo un clima di intimidazione politica, di delegittimazione dei ruoli istituzionali e di esasperazione che va respinto con fermezza. Non meno scomposta è stata la reazione del sindaco, che ha preso a minacciare indiscriminatamente chiunque si professi di sinistra. Non è un clima più tollerabile, noi chiediamo responsabilità e misura: la pace non si costruisce con slogan urlati, né con atti simbolici che seminano rancore e minano la fiducia civile. Non basta indignarsi: è urgente che la politica ritorni al centro, che il dibattito pubblico riprenda terreno e che si ponga un freno a un’escalation che rischia di travolgere la convivenza democratica. L’Italia Conta difenderà sempre il diritto alla libertà di opinione, ma non permetterà che il nostro Paese venga trascinato in contrapposizioni sterili e pericolose. L’Italia deve contare per la sua stabilità, per la sua coesione sociale e per la sua capacità di essere protagonista di un futuro di pace.
