L’uomo conta più del partito

Redazione - 19/10/2025 - Uncategorized

Nell’ultima tornata regionale il centrodestra ha registrato un ampio successo: sono stati riconfermati i governatori uscenti Francesco Acquaroli nelle Marche e Roberto Occhiuto in Calabria. Solo in Toscana ha prevalso la sinistra con Eugenio Giani, anch’egli confermato governatore.

Diversa la situazione in Toscana, dove la sinistra ha mantenuto la guida della Regione con Eugenio Giani. Qui la scelta della Lega di puntare su Roberto Vannacci come consigliere regionale si è rivelata un errore politico di proporzioni storiche: il Carroccio è crollato sotto il 5% e l’affluenza, per la prima volta, è scesa sotto il 50%. Segnali che non possono essere ignorati.

Tutti questi risultati sono accomunati da un fattore umano, capace di incidere in modo positivo, come nel caso delle conferme, o negativo, come nella sciagurata decisione di candidare il generale voluto da Salvini in Toscana.

La chiave è stata la fiducia nel candidato uscente, e il messaggio è chiaro: competenza e credibilità personale fanno la differenza. Le forze politiche devono tornare a puntare su persone capaci e autorevoli, non su bandiere di partito.

Quanto al limite del terzo mandato, più che scongiurare abusi di potere rischia di privare i cittadini di amministratori preparati ed esperti nella gestione della cosa pubblica. È una misura che sembra basarsi più su un processo alle intenzioni che su una reale visione di lungo periodo nell’interesse generale.

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